Home --> La mostra
Immagine

© S.Rambelli

Sandra Petrignani e Lidia Ravera rinnovano il loro impegno di scrittrici amiche delle foreste, facendo da “madrine” alla mostra

"Non possiamo più far finta di niente. Informarsi su quello che avviene nel mondo, su come viene distrutta una foresta per farne stuzzicadenti o carta igienica, è ormai un dovere di tutti". È quanto afferma la scrittrice Sandra Petrignani nel commentare la propria adesione a “Le salvi chi può”, il primo evento di sensibilizzazione mai realizzato in Italia sui temi della distruzione delle foreste del mondo e sul corretto utilizzo di legno, carta e derivati. Alla sua mobilitazione si unisce anche la collega Lidia Ravera: “Se posso fare qualcosa per una foresta, per un solo albero ci sto. Non sono un'esperta, ma ho il massimo rispetto per chi si batte per salvare il nostro futuro".

Entrambe sono ormai da anni testimonial del progetto Greenpeace “Scrittori per le foreste”: i loro libri vengono stampati su carta riciclata sbiancata senza uso di cloro, evitando comunque costi aggiuntivi per i lettori. Hanno quindi accolto con entusiasmo la proposta di fare da “madrine” al debutto romano della mostra e di partecipare alla conferenza stampa (moderata da Fabrizio Carbone, giornalista documentarista) che presenterà l’evento ai media il 25 ottobre p.v.

L'evento

Una ricostruzione in serra di una selva tropicale, una lunga galleria di pannelli fotografici sulle foreste primarie del mondo e sui popoli che le abitano, video che raccontano la distruzione di ecosistemi intatti e antichissimi (magari per produrre oggetti ai quali si dà scarso valore, come la carta igienica o gli stuzzicadenti) fino ad arrivare al modello di una casa ideale con prodotti e arredi provenienti dal commercio legale, realizzati nel totale rispetto della natura. Questo è il percorso attorno al quale si sviluppa “Le salvi chi può. Dal grande al piccolo, tutto quello che possiamo fare per la salvaguardia delle foreste”, il primo evento di sensibilizzazione su questi temi mai realizzato in Italia.

Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sia sempre più focalizzata sulla salvaguardia del Pianeta, la distruzione delle ultime grandi foreste primarie procede ancora a ritmi preoccupanti. E questo grazie alla mancanza di consapevolezza dei consumatori: non tutti sanno che grandi quantità di legno (più o meno pregiato) destinate ai mercati dei Paesi più ricchi vengono sottratte a foreste che, spesso, non riusciranno neppure a rigenerarsi.
Le conseguenze di tanta devastazione hanno ricadute drammatiche, come la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici da cui dipende la sopravvivenza di tutte le specie animali e vegetali, ma anche pesanti ripercussioni sulle popolazioni indigene. Eppure il disastro non si ferma: l’Unep prevede che solo nel 2007 verranno abbattute 14 miliardi di piante.

In questo scenario diventa quanto mai importante portare alla conoscenza del grande pubblico l’esistenza di legno, carta e cellulosa certificati FSC (Forest Stewardship Council), l’organizzazione internazionale non governativa che garantisce la rintracciabilità dei materiali, dall’origine fino al prodotto finito. Il marchio FSC identifica i prodotti provenienti da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici che consentono di tutelare l’ambiente naturale, portando vantaggi reali a comunità locali e lavoratori.

Il progetto – da un'idea dell’Associazione Culturale Melacotogna – nasce in collaborazione con Greenpeace, Gruppo FSC-Italia e Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma. Il grande impegno di organizzatori, promotori, sponsor e partner ha fatto sì che si potesse realizzare un evento ad ingresso libero, in modo da raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di persone. L’appuntamento romano si propone come prima tappa di un lungo percorso che toccherà molte altre città d’Italia.

La mostra "Le salvi chi può" sostiene la Campagna Birmania e si schiera, nel rispetto delle foreste e delle comunità che le abitano, per il blocco dell'importazione di teak non certificato da parte delle imprese italiane.